NOTE GEOGRAFICHE
Fascia è uno degli otto Comuni della Comunità Montana Alta
Valtrebbia" (Torriglia, Montebruno, Rondanina, Propata, Fascia, Fontanigorda,
Rovegno, Gorrento) la quale si estende sino al confine piacentino e prende il
nome dall'omonimo fiume Trebbia; uno dei meno inquinati d'Italia.
Il Trebbia nasce dal monte Prelà (Torriglia) e dopo aver percorso tutta
la Val Trebbia, pressochè parallelo alla Statale 45 Genova-Piacenza, va a
sfociare nel Po.
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Il Comune di Fascia probabilmente prende il nome dalle tipiche fasce che
caratterizzano il territorio ligure; piccoli lembi di terra sorretti da muretti
in pietra per poter sfruttare l'impervio terreno montano.
La superficie comunale (11,41 kmq) si sviluppa in una stretta lingua di boschi
dal fiume Trebbia, in fondovalle sulla SS.45, località Beinaschi (m. 598),
sino al Passo del Romano (m. 1.407), sul contrafforte Antola-Alfeo; spartiacque
tra il bacino del Trebbia e quello del Borbera.
Qui al Passo del Romano si congiungono tre Provincie di tre Regioni diverse:
Alessandria, Genova e Piacenza.
Lungo tutto il territorio comunale si snoda la tortuosa strada provinciale n. 16
attraverso fitti boschi di castagneti e squarci panoramici sulla vallata del
torrente Cassingheno e collega praticamente tutti i centri abitati del Comune.
Lasciata la SS.45 Genova/Piacenza in località Beinaschi, iniziando a salire
sulla sinistra, si incontra la prima frazione di Cassingheno (m.887), poi la breve
diramazione che porta a Carpeneto (m. 907) ove ha sede il Municipio, per continuare
a salire con scorci sempre più panoramici, sino a Fascia capoluogo (m. 1.118)
ed alla Casa del Romano (m.1.406) con intervalli di circa 4 km. tra un centro e
l'altro.Ulteriore informazione per il Servizio Pubblico
dell' ATP - Azienda Trasporti Provinciali spa.
Da qui si ha l'opportunità di scendere a Torriglia, via Propata, o in val
Borbera, raggiungendo Vignole Borbera (autostrada A7) attraverso Carrega e Cabella
Ligure.
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Il territorio è immerso in un mare di verde il cui panorama si può
godere appieno dalle vetrate del Ristorante "Dei Lilli" a Fascia, dominando l'intera
valle del Cassingheno sino ai lontani monti della Val d'Aveto, od ancor meglio
dalla terrazza della Casa del Romano.
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Una volta le fasce erano tutte coltivate ed i nostri boschi erano ben curati
con abbondanza di castagne e cacciagione mentre oggi, con il continuo degrado
della montagna ed il relativo abbandono, la caccia è praticamente limitata
ai cinghiali o al pochissimo ripopolamento faunistico.
L'abbandono del bosco porta al suo impoverimento tantè che il taglio della
legna come la raccolta delle castagne avviene solo ad uso famigliare mentre
rimangono particolarmente rinomati per la loro fragranza e bontà i funghi
porcini, la cui degustazione è sempre apprezzata a Fascia,
ristorante "Dei Lilli" e alla "Casa del Romano", omonimo ristorante con
alloggio.